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E’ nata Smartika

Carissimi zopiani,
per un ultima volta mi appello così a voi in quanto un’altra tappa importante del nostro percorso di rinascita è compiuta.

Il contratto di franchising che legava Zopa Italia Srl a Zopa Ltd  è stato risolto sulla base di valutazioni strategiche e di marketing volte ad assicurarci la piena indipendenza tecnologica e di brand.

Zopa Italia Srl ha di conseguenza assunto una nuova ragione sociale mutando nel contempo forma societaria: siamo Smartika Spa. Ma cosa ancora più importante, inizieremo ad operare attraverso il sito smartika.it con una nuova identità digitale.

Benvenuti nel pianeta Smartika!

Maurizio Sella
Amministratore delegato
Smartika Spa

Zopa ricapitalizzata

E’ stata portata a termine la fase di ricapitalizzazione di Zopa: grazie anche ad un allargamento della compagine societaria, Zopa è adesso dotata di un capitale sociale di un milione di euro.

Le attività per la ripartenza seguono ora un programma accelerato e confido di poter mantenere la promessa della ripartenza entro l’autunno. In ogni caso, vedrete nelle prossime settimane un intensificarsi delle comunicazioni, abbiamo in serbo anche delle novità inaspettate.

Maurizio Sella
Amministratore Delegato
Zopa Italia Srl

Pronti per l’autunno

Ma se Zopa è stata autorizzata perché non parte? E’ una domanda che vi siete sicuramente fatti e che molti stanno ponendo qui sul blog. Alcuni di voi immagineranno la complessità di mettere a punto, in accordo con la normativa degli Istituti di Pagamento, la macchina amministrativa, integrando gli aspetti contabili in modo più stretto con la piattaforma web, e l’articolato sistema dei controlli. Vi sono, inoltre, una serie di indispensabili attività di aggiornamento della piattaforma, in particolare per MyZopa, e di preparazione all’operatività, quali la definizione di aggiornate griglie di scoring.
Per tornare operativa la Società deve anche essere adeguatamente capitalizzata per poter soddisfare i vincoli del patrimonio di vigilanza richiesto a Zopa come Istituto di Pagamento e intraprendere con una certa tranquillità la strada verso il break even finanziario: questa fase societaria ci ha visti impegnati per più tempo del previsto.

Ora, finalmente, abbiamo una strada più definita di fronte a noi e stiamo lavorando per poter ripartire inseme a tutti voi per questo autunno.

Vi auguro buone vacanze.

Maurizio Sella
Amministratore delegato
Zopa Italia srl

Cosa cambia (o non cambia) per i Richiedenti

In conclusione vediamo quali sono i cambiamenti per i Richiedenti.
A ogni Richiedente approvato definitivamente viene aperto un conto di pagamento – che non comporta alcun costo – su cui vengono registrate le seguenti operazioni in entrata:

- trasferimento dai conti di pagamento  dei Prestatori delle somme da loro erogate;
- accredito delle somme prelevate via addebito diretto dal conto esterno del Richiedente per il pagamento delle rate;

e le seguenti operazioni in uscita:
- trasferimento sul conto esterno del Richiedente dell’importo del finanziamento;
- trasferimento sui conti di pagamento dei Prestatori delle microrate di loro spettanza.

Ci sono poi alcuni casi particolari che generano movimenti specifici come l’estinzione anticipata o i pagamenti una tantum per rientrare dai ritardi.

Di fatto il Richiedente dispone un unico ordine di pagamento continuativo per il pagamento delle rate che dura fino alla estinzione del prestito. Anche per il Conto Richiedenti Zopa – che già era utilizzato in passato, ora si chiama Conto di Deposito Richiedenti – si applica la regolamentazione valida per il Conto di Deposito Prestatori (art. 114-duodecies a pag. 23 del d.lgs. 11/2010 ),  anche se in questo caso è meno rilevante in quanto si tratta di un puro conto di transito che si carica e scarica immediatamente.

Rimane inalterata l’operatività tradizionale del Richiedente, dalla richiesta online del prestito all’invio della documentazione necessaria per l’approvazione del prestito. Nel rapporto contrattuale con  Zopa come Istituto di Pagamento diventano servizi accessori l’attribuzione della classe di merito creditizio, la composizione e successiva prenotazione della migliore offerta di finanziamento disponibile, la possibilità di aderire alla polizza RataProtetta, la reportistica sull’andamento dei rimborsi (la sezione di MyZopa dedicata  ai Richiedenti sarà arricchita), la rilevazione e segnalazione dei ritardi nei rimborsi con l’avviso che saranno attivate le procedure di sollecito e/o recupero.

Ho lasciato per ultima la spiegazione di come Zopa intende avvalersi della possibilità data agli Istituti di Pagamento di concedere credito per una durata massima di 12 mesi: sul Conto di Pagamento del Richiedente  Zopa concede una linea di credito, in forma di scoperto di conto di 10 euro, che si attiva per 12 mesi nel solo caso in cui non vada a buon fine l’addebito diretto di una rata sul conto esterno del Richiedente. In questo modo Zopa ha titolo per interrogare i Credit Bureau e quindi assegnare la classe di merito creditizia.

Il rapporto tra il Richiedente e Zopa è regolato da un nuovo Contratto Quadro; i prestiti in essere continuano ad essere gestiti fino a loro esaurimento in accordo con la contrattualistica precedente.
(puntata precedente) (pdf completo)

Inquadramento di Zopa come Istituto di Pagamento

Esaminiamo ora perché l’operatività di Zopa sia riconducibile a quella di un Istituto di Pagamento.

Zopa offre un servizio di intermediazione di pagamenti, in quanto trasferisce denaro tra soggetti privati che fruiscono di una piattaforma web su cui possono prestarsi denaro o chiedere denaro in prestito. Si può fare un parallelo con un’attività che è facilmente intuibile come tra le tipiche di un Istituto di Pagamento: il money transfer.  Il money transfer tradizionale è aperto a clienti occasionali e mossi da finalità sconosciute al Prestatore di Servizi. Nel caso di Zopa esso è riservato ad un mercato delimitato di clienti (i Prestatori e i Richiedenti registrati sulla piattaforma) che operano tra di loro con un determinato fine (il peer to peer lending), mossi da finalità conosciute al Prestatore di Servizi (Zopa).

Il servizio principale fornito da Zopa come Istituto di Pagamento è la gestione di trasferimenti di denaro tra i clienti finalizzati ad erogare i prestiti, a restituirli a rate e a cedere i prestiti, compiendo alcune delle operazioni che sono elencate nella definizione di servizi di pagamento (punti 3 e 4 dell’art. 1 a pag. 2 del d.lgs. 11/2010). Al fine di gestire tali trasferimenti, Zopa apre ad ogni cliente (sia Prestatore che Richiedente approvato) un Conto di Pagamento (come definito all’art. 114-duodecies a pag. 23 del d.lgs. 11/2010) e ne gestisce anche gli accrediti/addebiti verso i conti correnti esterni. I Conti di Pagamento di Zopa sono utilizzati esclusivamente per la prestazione dei servizi di pagamento e non sono remunerati.

Zopa offre anche alcuni servizi accessori consentiti agli Istituti di Pagamento (come definiti nell’art. 114-octies a pag. 21 del d.lgs. 11/2010), in particolare:

  • fornisce ai clienti un sistema di pagamento, la piattaforma informatica, accessibile via web con credenziali personalizzate, che consente il “peer to peer lending” con le modalità peculiari di Zopa
  • presta i servizi operativi strettamente connessi al proprio sistema di pagamento, come i servizi di recupero crediti e di gestione dei dati creditizi
  • concede crediti in stretta relazione ai servizi di pagamento prestati, nei limiti indicati da Banca d’Italia (non partecipa però più direttamente ai prestiti come faceva marginalmente in passato).

Giunti a questo punto, dal prossimo post possiamo iniziare ad esaminare cosa cambia (o non cambia) rispetto al passato.
(puntata precedente)

Cosa implica essere un Istituto di Pagamento

Addentriamoci un po’ su cosa è richiesto  ad un’azienda per operare come Istituto di Pagamento.

L’Istituto di Pagamento può essere una nuova società o una società già esistente che modifica il suo statuto sociale in tal senso (è il caso di Zopa). Il capitale sociale minimo iniziale è nella maggior parte dei casi di 125 mila euro  (è così anche per Zopa, autorizzata per le attività 3 e 4 descritte a pag. 2 del d.lgs. 11/2010).

Alla fine del buon funzionamento di un Istituto di Pagamento Banca d’Italia dà molta rilevanza al sistema dei controlli: devono essere strutturati, documentati e sorvegliati dal consiglio di amministrazione e dal collegio sindacale dell’azienda. Si distinguono tre livelli crescenti:
-     i controlli di linea, legati all’operatività (per Zopa in gran parte automatizzati)
-     i controlli sulla gestione del rischio (inteso come rischio aziendale, per Zopa fondamentalmente legati ai rischi operativi e a quelli strategici/reputazionali, uno per tutti a voi ben noto, l’eccessiva  insolvenza dei richiedenti) e di compliance (adeguamento continuo alle norme di legge e regolamentari e rispetto degli obblighi previsti, come l’antiriciclaggio)
-     la revisione interna (nota anche come internal audit), che controlla ciclicamente l’adeguatezza dei livelli di controllo precedenti, segnala nel caso i correttivi e ne verifica l’attuazione.
A parte i controlli di linea, queste funzioni aziendali possono anche essere, in parte o in toto, esternalizzate (soprattutto nel caso di piccole azienda, qual è Zopa). Il sistema dei controlli  assicura una miglior gestione dell’azienda ma ovviamente comporta dei costi in più.

E’ poi richiesta l’esistenza e il mantenimento di un patrimonio di vigilanza, a garanzia di una sana gestione dell’azienda e a tutela dei clienti. Il patrimonio di vigilanza deve essere calcolato secondo i criteri previsti per le banche (che vi ometto per la loro complessità) e deve essere almeno pari (ma meglio superiore) ai requisiti patrimoniali previsti per gli Istituti di Pagamento:
-     a fronte dei servizi di pagamento prestati (nel caso di Zopa pari al 4% dei volumi di pagamento mensili previsti)
-     a fronte del rischio di credito (6% dei finanziamenti erogati, trascurabile per Zopa).

Mi rendo conto di essere stato un po’ noioso, ma la materia è questa. Nella prossima puntata entriamo un po’ più dentro all’operatività di Zopa come Istituto di Pagamento.
(puntata precedente)

Aggiornamento su iscrizione

Ieri abbiamo ricevuto comunicazione da Banca d’Italia sui passi da seguire per ottenere l’iscrizione all’albo degli Istituti di Pagamento (ex art.114 septies del Testo Unico Bancario):
-   deve essere modificato lo statuto di Zopa Italia secondo le indicazioni che Banca d’Italia ci ha fornito nella sua comunicazione. Tale atto va depositato in Camera di Commercio e il certificato attestante l’avvenuta registrazione nel registro delle imprese inviato a Banca d’Italia.
-   per poter operare Zopa Italia deve aderire all’ Arbitro Bancario Finanziario (ABF) , l’organismo indipendente preposto a una composizione stragiudiziale delle controversie tra clienti e banche o altri intermediari.

Vi informeremo sull’avvenuto espletamento di queste pratiche.

Maurizio Sella
Amministratore delegato
Zopa Italia srl

All’origine di tutto c’è la PSD

Siamo qui per scavare un po’ dentro la notizia. La parola magica è PSD che sta per Payment Service Directive, la direttiva 2007/64/CE del parlamento europeo del novembre 2007 che, nel contesto di forte evoluzione dei sistemi di pagamento europei determinato dall’avvio della SEPA (Single Euro Payments Area, l’area unica dei pagamenti in euro), regolamenta il settore dei servizi di pagamento e introduce la novità degli Istituti di Pagamento.

La PSD ha trovato applicazione in Italia con il d.lgs. 11/2010 del 27 gennaio 2010. La PSD elimina il monopolio delle banche sui servizi di pagamento, liberalizzandolo ad altri operatori non bancari (ad esempio operatori di telecomunicazione, grande distribuzione, utilities, catene petrol) per aumentare la competizione a vantaggio dei consumatori. A voler essere precisi, da anni sono già attivi nel settore gli Istituti di Moneta Elettronica, che non sono banche, ma il fenomeno è rimasto molto circoscritto.

Il servizio di pagamento è offerto dall’operatore come esecuzione di un ordine di pagamento impartito da un ‘pagatore’ a favore di un ‘beneficiario’. Ad esempio può essere la domiciliazione delle bollette, l’accredito dello stipendio, ma anche il money transfer, l’emissione di carte di pagamento e il convenzionamento degli esercenti. All’interno dei servizi offerti gli istituti di pagamento possono fare finanziamenti a breve (12 mesi).

Riassumendo gli operatori abilitati a fornire servizi di pagamento sono:
-          gli Istituti di Pagamento
-          gli Istituti di Moneta Elettronica (in più possono emettere moneta elettronica)
-          le banche (in più possono emettere moneta elettronica e fare raccolta e impieghi).

Sulla base di queste prime informazioni di base, qualcuno di voi potrebbe essere già in grado di individuare per quali attività Zopa è stata autorizzata (l’elenco lo trovate al Titolo I, art.1, comma b del d.lgs. 11/2010 ).
Alla prossima puntata.

Si torna a parlare di noi

La notizia, data volutamente solo via blog e social networks connessi, comincia a circolare. Vi segnalo, tra gli altri, gli articoli comparsi su Webnews, Punto Informatico e Zeus News.

Interessante anche l’articolo apparso sabato su Il Sole 24 Ore – Plus 24 in quanto in modo sintetico viene ben inquadrata la tematica degli Istituti di Pagamento. Argomento che intendiamo affrontare a breve sul blog anche nei suoi riflessi sulla nostra nuova operatività.

Zopa autorizzata!

In data odierna Banca d’Italia ci ha comunicato l’autorizzazione ad operare come Istituto di Pagamento.

E’ il punto di arrivo di un percorso lungo e faticoso a cui Banca d’Italia ha dato il suo positivo contributo: il social lending è ora un’attività riconosciuta e regolamentata.

Il punto di partenza della nuova Zopa è dietro l’angolo, dobbiamo espletare alcuni passaggi previsti dalla normativa (la registrazione del nuovo statuto societario e l’iscrizione all’albo degli Istituti di Pagamento), portare a termine l’aggiornamento della parte informativa del sito e, prima della partenza vera e propria, far migrare i Prestatori esistenti al nuovo regime contrattuale.

Vi terremo aggiornati, per adesso lasciateci condividere con voi questo momento di grande soddisfazione.

Maurizio Sella
Amministratore delegato
Zopa Italia srl


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