Zopa in standby

Pronti per l’autunno

Ma se Zopa è stata autorizzata perché non parte? E’ una domanda che vi siete sicuramente fatti e che molti stanno ponendo qui sul blog. Alcuni di voi immagineranno la complessità di mettere a punto, in accordo con la normativa degli Istituti di Pagamento, la macchina amministrativa, integrando gli aspetti contabili in modo più stretto con la piattaforma web, e l’articolato sistema dei controlli. Vi sono, inoltre, una serie di indispensabili attività di aggiornamento della piattaforma, in particolare per MyZopa, e di preparazione all’operatività, quali la definizione di aggiornate griglie di scoring.
Per tornare operativa la Società deve anche essere adeguatamente capitalizzata per poter soddisfare i vincoli del patrimonio di vigilanza richiesto a Zopa come Istituto di Pagamento e intraprendere con una certa tranquillità la strada verso il break even finanziario: questa fase societaria ci ha visti impegnati per più tempo del previsto.

Ora, finalmente, abbiamo una strada più definita di fronte a noi e stiamo lavorando per poter ripartire inseme a tutti voi per questo autunno.

Vi auguro buone vacanze.

Maurizio Sella
Amministratore delegato
Zopa Italia srl

Cosa implica essere un Istituto di Pagamento

Addentriamoci un po’ su cosa è richiesto  ad un’azienda per operare come Istituto di Pagamento.

L’Istituto di Pagamento può essere una nuova società o una società già esistente che modifica il suo statuto sociale in tal senso (è il caso di Zopa). Il capitale sociale minimo iniziale è nella maggior parte dei casi di 125 mila euro  (è così anche per Zopa, autorizzata per le attività 3 e 4 descritte a pag. 2 del d.lgs. 11/2010).

Alla fine del buon funzionamento di un Istituto di Pagamento Banca d’Italia dà molta rilevanza al sistema dei controlli: devono essere strutturati, documentati e sorvegliati dal consiglio di amministrazione e dal collegio sindacale dell’azienda. Si distinguono tre livelli crescenti:
-     i controlli di linea, legati all’operatività (per Zopa in gran parte automatizzati)
-     i controlli sulla gestione del rischio (inteso come rischio aziendale, per Zopa fondamentalmente legati ai rischi operativi e a quelli strategici/reputazionali, uno per tutti a voi ben noto, l’eccessiva  insolvenza dei richiedenti) e di compliance (adeguamento continuo alle norme di legge e regolamentari e rispetto degli obblighi previsti, come l’antiriciclaggio)
-     la revisione interna (nota anche come internal audit), che controlla ciclicamente l’adeguatezza dei livelli di controllo precedenti, segnala nel caso i correttivi e ne verifica l’attuazione.
A parte i controlli di linea, queste funzioni aziendali possono anche essere, in parte o in toto, esternalizzate (soprattutto nel caso di piccole azienda, qual è Zopa). Il sistema dei controlli  assicura una miglior gestione dell’azienda ma ovviamente comporta dei costi in più.

E’ poi richiesta l’esistenza e il mantenimento di un patrimonio di vigilanza, a garanzia di una sana gestione dell’azienda e a tutela dei clienti. Il patrimonio di vigilanza deve essere calcolato secondo i criteri previsti per le banche (che vi ometto per la loro complessità) e deve essere almeno pari (ma meglio superiore) ai requisiti patrimoniali previsti per gli Istituti di Pagamento:
-     a fronte dei servizi di pagamento prestati (nel caso di Zopa pari al 4% dei volumi di pagamento mensili previsti)
-     a fronte del rischio di credito (6% dei finanziamenti erogati, trascurabile per Zopa).

Mi rendo conto di essere stato un po’ noioso, ma la materia è questa. Nella prossima puntata entriamo un po’ più dentro all’operatività di Zopa come Istituto di Pagamento.
(puntata precedente)

Aggiornamento su iscrizione

Ieri abbiamo ricevuto comunicazione da Banca d’Italia sui passi da seguire per ottenere l’iscrizione all’albo degli Istituti di Pagamento (ex art.114 septies del Testo Unico Bancario):
-   deve essere modificato lo statuto di Zopa Italia secondo le indicazioni che Banca d’Italia ci ha fornito nella sua comunicazione. Tale atto va depositato in Camera di Commercio e il certificato attestante l’avvenuta registrazione nel registro delle imprese inviato a Banca d’Italia.
-   per poter operare Zopa Italia deve aderire all’ Arbitro Bancario Finanziario (ABF) , l’organismo indipendente preposto a una composizione stragiudiziale delle controversie tra clienti e banche o altri intermediari.

Vi informeremo sull’avvenuto espletamento di queste pratiche.

Maurizio Sella
Amministratore delegato
Zopa Italia srl

All’origine di tutto c’è la PSD

Siamo qui per scavare un po’ dentro la notizia. La parola magica è PSD che sta per Payment Service Directive, la direttiva 2007/64/CE del parlamento europeo del novembre 2007 che, nel contesto di forte evoluzione dei sistemi di pagamento europei determinato dall’avvio della SEPA (Single Euro Payments Area, l’area unica dei pagamenti in euro), regolamenta il settore dei servizi di pagamento e introduce la novità degli Istituti di Pagamento.

La PSD ha trovato applicazione in Italia con il d.lgs. 11/2010 del 27 gennaio 2010. La PSD elimina il monopolio delle banche sui servizi di pagamento, liberalizzandolo ad altri operatori non bancari (ad esempio operatori di telecomunicazione, grande distribuzione, utilities, catene petrol) per aumentare la competizione a vantaggio dei consumatori. A voler essere precisi, da anni sono già attivi nel settore gli Istituti di Moneta Elettronica, che non sono banche, ma il fenomeno è rimasto molto circoscritto.

Il servizio di pagamento è offerto dall’operatore come esecuzione di un ordine di pagamento impartito da un ‘pagatore’ a favore di un ‘beneficiario’. Ad esempio può essere la domiciliazione delle bollette, l’accredito dello stipendio, ma anche il money transfer, l’emissione di carte di pagamento e il convenzionamento degli esercenti. All’interno dei servizi offerti gli istituti di pagamento possono fare finanziamenti a breve (12 mesi).

Riassumendo gli operatori abilitati a fornire servizi di pagamento sono:
-          gli Istituti di Pagamento
-          gli Istituti di Moneta Elettronica (in più possono emettere moneta elettronica)
-          le banche (in più possono emettere moneta elettronica e fare raccolta e impieghi).

Sulla base di queste prime informazioni di base, qualcuno di voi potrebbe essere già in grado di individuare per quali attività Zopa è stata autorizzata (l’elenco lo trovate al Titolo I, art.1, comma b del d.lgs. 11/2010 ).
Alla prossima puntata.

Si torna a parlare di noi

La notizia, data volutamente solo via blog e social networks connessi, comincia a circolare. Vi segnalo, tra gli altri, gli articoli comparsi su Webnews, Punto Informatico e Zeus News.

Interessante anche l’articolo apparso sabato su Il Sole 24 Ore – Plus 24 in quanto in modo sintetico viene ben inquadrata la tematica degli Istituti di Pagamento. Argomento che intendiamo affrontare a breve sul blog anche nei suoi riflessi sulla nostra nuova operatività.

Zopa autorizzata!

In data odierna Banca d’Italia ci ha comunicato l’autorizzazione ad operare come Istituto di Pagamento.

E’ il punto di arrivo di un percorso lungo e faticoso a cui Banca d’Italia ha dato il suo positivo contributo: il social lending è ora un’attività riconosciuta e regolamentata.

Il punto di partenza della nuova Zopa è dietro l’angolo, dobbiamo espletare alcuni passaggi previsti dalla normativa (la registrazione del nuovo statuto societario e l’iscrizione all’albo degli Istituti di Pagamento), portare a termine l’aggiornamento della parte informativa del sito e, prima della partenza vera e propria, far migrare i Prestatori esistenti al nuovo regime contrattuale.

Vi terremo aggiornati, per adesso lasciateci condividere con voi questo momento di grande soddisfazione.

Maurizio Sella
Amministratore delegato
Zopa Italia srl

Aggiornamento su domanda di autorizzazione

Ieri abbiamo depositato la documentazione integrativa richiesta da Banca d’Italia.
Attendiamo con serenità e fiducia la risposta definitiva entro circa due settimane.

Maurizio Sella
Amministratore delegato
Zopa Italia srl

UPDATE 24.03.2011: a seguito di una verifica con Banca d’Italia, vi informo che la risposta è prevista entro il 31 marzo.  Questo è dovuto al fatto che il 15 marzo abbiamo inviato un’ulteriore comunicazione con alcune precisazioni che ci erano state richieste ed è diventata questa la data di riferimento per il deposito della documentazione integrativa.

Aggiornamento & Auguri

Il 2010 volge al termine avendo segnato l’uscita dal limbo di Zopa con una nuova proprietà, la ricapitalizzazione della società e i passi fatti per riprendere l’attività.
Non termina nell’anno però la procedura per ottenere l’autorizzazione da Banca d’Italia a riprendere l’attività come Istituto di Pagamento. In data 20 dicembre infatti Banca d’Italia ci ha comunicato che dall’esame della nostra richiesta, iniziato il 2 ottobre, è emersa la necessità di acquisire ulteriori informazioni e chiarimenti, peraltro accuratamente dettagliati.
Vi ricordo che la risposta alla nostra richiesta, positiva o negativa, deve essere data entro 90 giorni dalla data di presentazione (ed era quindi attesa per fine dicembre). I termini previsti per il procedimento di autorizzazione sono, a norma di legge, sospesi e riprenderanno a decorrere dal momento in cui consegneremo a Banca d’Italia le integrazioni richieste.

Anche se ci sarebbe piaciuto annunciarvi nell’anno la ripresa dell’attività, valutiamo (e vi invitiamo a farlo), serenamente la situazione. Primo, perché la risposta poteva essere negativa e rileviamo un atteggiamento rigoroso ma costruttivo da parte di Banca d’Italia; secondo, perché siamo convinti di poter dare informazioni complete e soddisfacenti; terzo, perché dal momento della ricezione delle informazioni la risposta definitiva dovrà essere data entro una decina di giorni.
Il team di Zopa è già al lavoro per questo ultimo sforzo.

Auguri di un Buon Natale e di un magnifico 2011 per tutti noi.

Maurizio Pietro Sella
Amministratore delegato
Zopa Italia srl

Presentata la domanda di autorizzazione

In data 5 agosto abbiamo presentato a Banca d’Italia la domanda di autorizzazione ad operare come Istituto di Pagamento.
Per il rilascio dell’autorizzazione la normativa prevede che La Banca d’Italia – in base agli esiti delle verifiche effettuate circa la sussistenza delle condizioni per l’autorizzazione e tenuto conto dell’esigenza di assicurare la sana e prudente gestione dell’istituto di pagamento e il regolare funzionamento del sistema dei pagamenti – rilascia o nega l’autorizzazione entro novanta giorni dalla data di ricevimento della domanda, corredata dalla richiesta documentazione.’

Ci auguriamo quindi di poter riprendere a inizio novembre l’attività che tanto ci sta a cuore.
Buone vacanze a tutti gli Zopiani!

Maurizio Pietro Sella
Amministratore Delegato
Zopa Italia srl

UPDATE 1/10/2010 Banca d’Italia ha richiesto un complemento di documentazione che è stato consegnato in data odierna. Per prassi di Banca d’Italia l’autorizzazione sarà rilasciata o negata entro 90 giorni dalla data odierna.

Zopa riparte!

Carissimi Zopiani,

finalmente la notizia che aspettavamo: Zopa si è rimessa in corsa per tornare ad essere operativa a breve.

Come forse ricorderete, il primo passo era trovare un nuovo assetto societario: abbiamo ora un nuovo socio di riferimento che ci porta in dote il sostegno convinto al social lending e la possibilità di integrarci, sfruttando le sinergie e contenendo i costi operativi, in un gruppo finanziario indipendente e in fase di sviluppo. La società è stata anche ricapitalizzata in modo adeguato per poter affrontare  il secondo passo per un ritorno alla normalità, una nuova autorizzazione ad operare da parte di Banca d’Italia.

Negli ultimi mesi ci sono state delle importanti variazioni normative, a seguito dell’entrata in vigore della direttiva 2007/64/CE del Parlamento Europeo che regola i servizi di pagamento a livello comunitario. Una ci riguarda molto direttamente ed è la creazione di una nuova tipologia di operatore finanziario a livello europeo, l’Istituto di Pagamento, diventata operativa in Italia il 15 febbraio 2010 su disposizione della Banca d’Italia.

Il funzionamento di Zopa è riconducibile a quello di un Istituto di Pagamento, ragione per cui entro luglio depositeremo  la richiesta a Banca d’Italia per poter operare appunto come Istituto di Pagamento. Banca d’Italia si riserva di concedere l’autorizzazione entro 90 giorni dalla data di presentazione della domanda ed è quindi ipotizzabile un riavvio dell’attività in ottobre.

Da un punto di vista operativo sulla piattaforma verrà aperto, in modo trasparente per l’utente,  un conto di pagamento per ogni Prestatore all’interno di un unico conto di deposito e altrettanto sarà fatto per ogni Richiedente. Le modifiche da fare sulla piattaforma sono limitate, in quanto è stata progettata fin dall’inizio per gestire conti virtuali con il denaro fisicamente depositato presso un unico conto di servizio.

Aderendo alla normativa prevista per gli Istituti di Pagamento Zopa diventa ancora più sicura per i partecipanti alla community. Avremo tempo in questi tre mesi che ci attendono di darvi maggiori informazioni e spiegarvi più in dettaglio le novità.

Vi ringrazio per la pazienza e fiducia con cui ci avete aspettato.

Maurizio Pietro Sella
Amministratore Delegato
Zopa Italia srl


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